"Il grigiore di Firenze in quei giorni faceva impressione, la notte era illuminata dalle fotocellule che la facevano sembrare un lager"


Testimonianza di Giovanna Telesca (I)

"Ero all'Università, alla facoltà di Magistero quando si seppe del disastro del 1966 venne organizzato un pullman che ci trasportò fino a Firenze. Il mio gruppo venne portato alla Biblioteca Nazionale e dovevano solamente pulire, non avevamo a che fare con le opere d'arte ma solamente tirar fuori i giornali dalle cantine.

Il lavoro era pesante e sporco. I giornali poi venivano messi sui camion militari e portati al macero. Ricordo che i militari lavoravano duramente. In quei giorni venne Ted Kennedy. A differenza dei nostri politici che arrivavano con le scorte non interruppe il nostro lavoro.

Noi ragazze dormivamo a Prato in un albergo requisito mentre i ragazzi erano alloggiati nei vagoni dei treni alla stazione di Firenze.

Faceva impressione vedere Firenze completamente grigia e la notte c'erano le fotoelettriche che la facevano sembrare un lager. Ricordo il freddo e l'umidità e ho l'immagine di un nonno che con un secchio svuotava la sua cantina aiutato dal nipotino col secchiello da spiaggia.

Ogni quattro giorni dall'Università partiva un pullman pieno che dava il cambio al turno precedente.Io rimasi a Firenze per cinque giorni.

Oggi Giovanna Telesca é insegnante di Lettere nella scuola media di Agrate - Brianza



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